Segretario Regionale Masci Marche

2 giugno 1946 non è solo una data

Quale democrazia siamo disposti a costruire, oggi e insieme?

Ottant’anni fa milioni di italiane entrarono per la prima volta in una cabina elettorale: era il 10 marzo 1946. Non era solo un diritto: era un passo di servizio verso la comunità.

Per la prima volta potevano votare ed essere elette.

Pochi mesi dopo, il 2 giugno ci fu il momento davvero cruciale; con il Referendum Istituzionale, quando il popolo italiano dovette scegliere tra la Monarchia (re Umberto II di Savoia) oppure Repubblica.

Vinse la Repubblica, e l’Italia cambiò forma di Stato.

Negli stessi giorni si votò anche per eleggere l’Assemblea Costituente formata anche da 21 donne: le “Madri Costituenti”.

L’Assemblea aveva il compito di scrivere la nuova Costituzione italiana (in vigore nel 1948) e fondare le basi della democrazia moderna.

Erano 21, ma non erano una “quota”: furono coscienze vigili dentro un passaggio decisivo della storia italiana. Ci ricordarono che la cittadinanza attiva non è l’essere spettatori, ma presenza che incide. Non furono una partecipazione simbolica, ma una voce concreta e responsabile, capace di portare nell’Assemblea uno sguardo, come nelle nostre linee programmatiche, attento alla dignità della persona, alla famiglia, al lavoro, alla giustizia sociale: le fondamenta della nostra Costituzione.

Il loro contributo non si misura solo nei testi approvati, ma nel metodo: ascolto, dialogo, senso delle istituzioni.

In un Paese ferito dalla guerra e dalle divisioni, seppero esercitare una forma alta di cittadinanza, orientata al bene comune più che all’interesse di parte.

Perché in quel 1946 c’è stata una promessa collettiva: costruire un Paese più giusto. Una promessa che, come ogni Promessa scout, non si esaurisce nel momento in cui viene pronunciata, ma chiede coerenza e testimonianza ogni giorno.

Perché questa data diventa occasione per rinnovare uno stile di impegno civile che è parte integrante della nostra identità: Servizio, partecipazione, costruzione del bene comune.

Perché questa memoria rimane attuale in un tempo in cui la partecipazione rischia di indebolirsi e la fiducia nelle istituzioni è sempre più fragile.

Perché questo ricordo ci chiede responsabilità. Il voto del 1946 non fu solo un traguardo politico, ma un fatto educativo: uomini e donne chiamati a scegliere insieme.

Le Madri Costituenti non rappresentano soltanto una conquista storica, ma un metodo di presenza nella vita pubblica: ascolto, confronto, capacità di mediazione, attenzione alle persone più fragili. Questa metodologia ci ricorda qualcosa?

È questa eredità civile che oggi ci interpella e che non può essere ridotta solo a delle celebrazioni, ma chiede di vivere una cittadinanza responsabile.

Non come semplice commemorazione, ma come esercizio quotidiano di presenza propositiva, vigile, e responsabile, capace di Servizio, che non diventi una semplice routine; di dialogo, che sia un ascolto coinvolgente ed interessato; e soprattutto alla costruzione del bene comune, giorno dopo giorno.

Oggi, in un tempo diverso ma non meno complesso, quella stessa responsabilità passa anche da noi: partecipare, scegliere, costruire.

Non dobbiamo “celebrare il passato”, ma mettere in movimento la memoria, trasformandola in azione quotidiana, nelle Comunità, nei territori, nel Servizio.

In questo quadro, quale potrebbe essere il contributo del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani (MASCI) ?

Per il nostro Movimento, questo significa tradurre la memoria in impegno concreto.

Come soggetti appartenenti ad un Movimento di educazione, permanente e ispirati dalla propria tradizione scout adulta, siamo chiamati a essere presenza attiva e responsabile che, non si limita a ricordare, ma che sceglie di Servire il presente con coerenza e impegno.

È una responsabilità che continua e non appartiene solo alla storia istituzionale del Paese, ma alla vita quotidiana della democrazia.

Ricorda che i diritti non sono acquisiti una volta per tutte e che la qualità della convivenza dipende dalla partecipazione, attiva, di ciascuno.

Con fraterna amicizia e senso di appartenenza allo scoutismo,

Maurizio Piccinini Segretario Regionale MASCI Marche