di Maurizio Piccinini – Segretario Regionale MASCI Marche

Dico “NO” alla guerra.
La guerra è il fallimento dell’uomo.
La guerra non è mai inevitabile. È sempre una sconfitta dell’umanità. Papa Francesco ci ricordava che “ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato”. La guerra non costruisce nulla: distrugge, separa, semina odio, lascia dietro di sé solo rovine e ferite “La pace è l’unica vittoria senza vittime, nelle guerre ci sono solo vittime anche tra i “vincitori”.
L’uomo non ha capito ancora che le guerre non risolvono i problemi ma li complicano. Morti inutili, feriti inutili, conseguenze post-belliche, devastanti per tutti ma, soprattutto, per i cosiddetti “perdenti”.
Dico “NO” alla guerra.
La guerra è il fallimento dell’uomo.
La guerra non è mai inevitabile. È sempre una sconfitta dell’umanità. Papa Francesco ci ricordava che “ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato”. La guerra non costruisce nulla: distrugge, separa, semina odio, lascia dietro di sé solo rovine e ferite
“La pace è l’unica vittoria senza vittime, nelle guerre ci sono solo vittime anche tra i “vincitori”.
L’uomo non ha capito ancora che le guerre non risolvono i problemi ma li complicano. Morti inutili, feriti inutili, conseguenze post-belliche, devastanti per tutti ma, soprattutto, per i cosiddetti “perdenti”.
Dico “NO” alla guerra.
Ogni bomba che esplode cancella qualcosa: una vita, più vite, una famiglia, 8 fratellini e soprattutto tante speranze… la violenza non risolve, distrugge, umilia, devasta, cancella.
La Pace è sempre possibile, ma va profondamente voluta decisamente cercata, scelta, costruita giorno dopo giorno, e si distrugge in un soffio.
Ogni essere umano ha diritto di vivere senza paura, senza incertezze.
Dico “NO” alla guerra.
Meglio il dialogo. Di gran lunga ed in ogni sua forma; anche acceso se serve, come diceva don Tonino Bello, anche con toni alti se necessario, ma sempre un confronto discusso e non violento.
Dico “SI” alla comprensione, alla giustizia… perché il futuro è nelle mani di chi semina pace e non odio.
Come scout e come Adulto scout, porto nel cuore una Legge ma soprattutto una Promessa che va oltre le parole.
“lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” (B.P)
Siamo cristiani. Seguiamo il Vangelo. E il Vangelo non è neutrale. Gesù è il Principe della Pace. Nella notte in cui fu tradito, non ha risposto con la spada, ma con il perdono. Ha detto: “Pace a voi”. E ci ha lasciato la missione di essere artigiani di pace.
Essere cristiani vuol dire credere che la pace sia possibile, anche quando il mondo grida il contrario. Vuol dire scegliere il dialogo, il rispetto, la giustizia. Non possiamo essere fotocopie di un mondo che accetta la guerra come normalità.
Per questo e con forza Dico “NO” alla guerra.
No alle armi, perché esse non parlano ma uccidono; Dico “NO” ai confini, a certi modi di
essere e fare frontiera, ai muri; preferisco, di gran lunga, i ponti.
La violenza non è mai una soluzione o una risoluzione, ma è l’innesto di altra violenza.
Come scout, come Adulto scout credo nella forza dell’incontro, nell’ascolto vero, della
fratellanza anche nella diversità che accresce e non decresce.
Tuttavia, credo che la Pace non si improvvisi ma si costruisca con gesti quotidiani e
soprattutto parta da dentro di ognuno di noi il volerla la Pace. E non mi riferisco ai
conflitti, che sono così palesi, ma anche nei gesti e negli incontri quotidiani, con scelte
spesso scomode ma con coraggio.
Come scout, come Adulto scout riaffermo il mio impegno:
- essere costruttore di pace;
- educatore alla giustizia e testimone nella giustizia;
- testimone di speranza, di quella speranza che sta nel darsi da fare, metterci la faccia e “sporcarsi” le mani di speranza;
- anche quando il mondo sembra andare in un’altra direzione crede nel cambiamento positivo possibile;
Sono convinto che se ogni volta scegliessimo il dialogo, se tendessimo la mano, se difendessimo la dignità di ogni persona, faremmo una forte resistenza alla guerra.
Da troppo tempo, oramai, siamo chiamati a riflettere su un tema che non possiamo
ignorare, impossibile con tutto quello che viene proiettato, che ci scuote, ci provoca, ci
schifisce, ci trova impotenti, ci interroga sulla natura dell’uomo e lo fa prepotentemente:
La guerra.
In quanto adulti scout è nostra responsabilità: quella di educare, quella di testimoniare, quella di costruire un mondo più giusto, più equo, più umano. In quanto adulti scout dovremmo anche prendere posizione: educare alla pace, con i gesti, con le parole, con la testimonianza. Anche quando costa farlo…In quanto cristiani non vi sembra che sia ora di prendere una posizione?
È giunto il momento di sporcarsi le mani e riempirci la bocca affermando con fermezza, il nostro “NO” alla guerra.
Viviamo in un tempo in cui i conflitti si moltiplicano. Alcuni lontani, altri molto più vicini di quanto pensiamo. E di fronte a tutto questo, possiamo chiederci: cosa possiamo fare noi? La risposta, prima di tutto, non è politica o diplomatica: è educativa e spirituale.
Come uomini e donne di pace, dobbiamo credere che ogni essere umano abbia diritto
alla vita, alla libertà, alla dignità. Convinti che questi diritti non possono convivere con
la logica delle armi e della violenza.
La nostra Promessa ci chiama a costruire ponti, non muri, a costruire dialoghi e non
violenze.
La nostra Legge ci ricorda che lo scout è amico di tutti e fratello di ogni altro scout.
Dobbiamo opporci alla guerra in tutte le sue forme: non solo quella che si combatte con
le armi, ma anche quella fatta di indifferenza, disuguaglianza, paura e
disumanizzazione.
Scegliamo di essere artigiani di pace, ogni giorno, con gesti quotidiani e non inteso come
un’emergenza ma come un’abitudine profondamente attiva. Papa Francesco diceva che
chi non fa è peggio di chi fa.
È un impegno che richiede ascolto, dialogo, coraggio, consapevolezza, perseveranza e
ottimismo.
Diciamo “SI” alla responsabilità, all’incontro, all’educazione alla pace; nel silenzio o con
le parole, nel servizio quotidiano o nell’impegno pubblico, continuiamo a camminare su
questa strada…è la strada giusta.
Buon cammino…
Allora, cari amici, diciamo forte e chiaro: noi diciamo no alla guerra, sì alla pace. Non per ingenuità, ma per coraggio. Il coraggio del Vangelo. Il coraggio dell’essere uomini e donne di buona volontà. Il coraggio di educare le nuove generazioni alla fraternità universale.
Non cambieremo il mondo da soli. Ma come diceva San Francesco: “Fa’ che io sia uno strumento della tua pace”. E se ciascuno di noi lo sarà, un seme di speranza sarà piantato.